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Quanti tiri da tre allenarsi ogni giorno: la quantità che funziona davvero

📅 21 Agosto 2026✍️ di Veronica Galletti⏱️ 3 min di lettura

Quante volte vi è capitato di vedere un cestista dedicarsi ore e ore ai tiri da tre? La domanda ricorrente che giovani atleti e genitori mi rivolgono durante i tornei 3×3 è sempre la stessa: quanto tempo dovrei dedicare al tre punti ogni giorno? La risposta non è univoca, perché dipende dal vostro livello, dagli obiettivi e dalla struttura dell’allenamento complessivo.

La quantità ideale per chi inizia

Se siete principianti o avete appena iniziato a sperimentare il tiro da oltre l’arco, 50-100 tiri al giorno rappresentano un buon punto di partenza. Non servono sessioni intense e caotiche. Meglio concentrarsi sulla qualità gestuale: ogni tiro deve essere consapevole, non una ripetizione meccanica.

In questa fase, l’obiettivo è costruire la memoria muscolare corretta. Tre serie da 20-30 tiri, con pause adeguate tra una serie e l’altra, permettono di mantenere la concentrazione senza stancare eccessivamente braccia e spalle.

La fascia intermedia: il salto di qualità

Una volta acquisita confidenza, 150-250 tiri quotidiani diventano il parametro di riferimento per chi vuole specializzarsi nel tiro da tre. Questa è la zona di confort dove il miglioramento accelera visibilmente.

A questo livello è fondamentale ottimizzare la tecnica e affidarsi a metodologie specifiche per il tiro da tre punti, perché dettagli come l’allineamento delle spalle, la fluidità dell’estensione e il follow-through fanno la differenza.

Strutturate così: 3-4 sessioni da 50-70 tiri, ciascuna da posizioni diverse (angoli, perimetro, top of the key). Ruotate le stazioni di tiro per simulare situazioni reali di gioco.

I cestisti a livello avanzato

Gli atleti ambiziosi e coloro che puntano a competizioni serie oscillano tra 300-500 tiri settimanali specializzati. Non è una somma giornaliera costante: alcuni giorni 100, altri 80, qualche sessione di 150.

La chiave è la periodizzazione. Durante le fasi di preparazione intensiva, i numeri salgono. Nel periodo agonistico, si scende perché la freschezza neuromotoria diventa più importante della quantità.

I professionisti del basket italiano con cui ho parlato confermano che non è il “più tiri uguale più bravura”. È piuttosto un equilibrio tra:
— Volume controllato
— Intensità elevata
— Variabilità situazionale
— Recupero adeguato

Fattori che modificano il fabbisogno

Non esiste una ricetta universale. Questi elementi influenzano la vostra strategia:

Posizione in campo: una guardia tiratore necessita di più volume rispetto a una ala forte. La specializzazione richiede maggiore dedizione.

Età biologica: gli adolescenti devono modulare il carico per evitare sovraccarichi articolari. Una progressione troppo aggressiva espone al rischio di tendiniti.

Frequenza di gara: durante una stagione con match ogni tre giorni, i numeri calano. In preseason, invece, potete essere più ambiziosi.

Qualità della struttura: allenarsi in un palazzetto con buone rimbalzatrici e un allenatore che filma e analizza i vostri tiri è tutt’altra cosa rispetto a lanciare palleggi in solitudine.

La metodologia Stephen Curry insegna

Il tiratore più prolifico della storia NBA ha creato uno standard che molti team seguono: 200-300 tiri specializzati al giorno durante la preseason, ma distribuiti in modo intelligente. Non sono tutti da tre; molti sono da due o addirittura tiri liberi per mantenere il ritmo.

La routine dei tiri liberi è altrettanto cruciale e spesso sottovalutata dagli italiani, poiché rappresenta il fondamento su cui costruire un tiro da tre solido.

La formula pratica per iniziare

In sintesi:

Se siete alle prime armi, cominciate da 75 tiri al giorno, 5 giorni a settimana. Dopo un mese, valutatene l’impatto sulle vostre percentuali in partita: se salgono, bene; continuate così. Se stagnano, aumentate a 120 ma riducete i giorni a 4.

Monitorate il tasso di affaticamento. Se la tecnica crolla dopo 90 minuti di lavoro al tiro, significa che il volume è eccessivo. Una sessione breve e intensa batte sempre un’estenuante lunghezza.

Non dimenticate il recupero attivo: stretching, mobilità articolare e sonno influenzano enormemente il miglioramento.

Ricordatevi che durante i tornei 3×3 che ho documentato, i migliori tiratori non erano sempre coloro che si allenavano di più, ma quelli che si allenavano meglio, con consapevolezza e metodo.

Veronica Galletti

Veronica ha trascorso gli ultimi sei anni viaggiando per l’Italia, documentando tramite social la scena underground del basket 3x3, ottenendo seguito per le sue interviste informali a giovani talenti e il racconto colorito dei tornei cittadini.