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Quando il play non sfrutta il blocco: le cause tecniche nei giovani cestisti

📅 24 Agosto 2026✍️ di Martina Dambrosi⏱️ 4 min di lettura

Nel basket giovanile, uno dei problemi più ricorrenti che osservo durante gli allenamenti e le partite è la difficoltà dei giovani cestisti a sfruttare efficacemente il blocco. Non è una questione di intelligenza tattica, ma piuttosto di una serie di lacune tecniche che, se non corrette tempestivamente, diventeranno cattive abitudini difficili da eliminare.

Il blocco come fondamenta dell’attacco moderno

Quando parlo di blocco, intendo quella fase tattica cruciale in cui un compagno di squadra si posiziona tra il difensore e il nostro giocatore palla in mano. È una delle armi offensivi più potenti del basket contemporaneo, eppure molti ragazzi non riescono a leggerlo e ad approfittarne.

La ragione principale? Non conoscono veramente come interpretare lo spazio che si crea. Spesso vedono il blocco come un ostacolo invece che come un’opportunità. Questo accade perché manca loro una comprensione profonda della geometria del gioco e della dinamica difensiva che il blocco genera.

Nei miei cinque anni da allenatrice di una squadra femminile giovanile, ho notato che il problema parte da una base solida: nessuno spiega veramente ai giovani cos’è un blocco e cosa provoca realmente al sistema difensivo avversario.

Le cause tecniche che frenano lo sfruttamento del blocco

La prima causa è la mancanza di coordinazione con il compagno che effettua il blocco. Il giocatore palla in mano non sa esattamente dove il blocco sarà posizionato e quali saranno le distanze. Di conseguenza, non riesce a tagliarsi bene quando il compagno arriva per piazzarsi tra lui e il difensore.

La seconda causa riguarda la velocità di esecuzione. I giovani cestisti sono troppo lenti nel leggere la situazione. Impiegano frazioni di secondo preziosissimi a capire che il blocco è stato fatto, e in quel tempo il difensore ha già avuto modo di reagire. Nel basket, quella frazione di secondo è tutto. La velocità decisionale è direttamente proporzionale al vantaggio che creerai.

C’è poi il problema della visione periferica. Molti ragazzi guardano il pallone e non il resto del campo. Quando arriva il blocco, non lo vedono nemmeno perché gli occhi sono ancora fissi sul difensore diretto. Questa è un’abitudine cattiva che porta a perdere informazioni fondamentali per la lettura tattica.

Un’altra lacuna tecnica importante è la scarsa consapevolezza della propria posizione corporea. Quando arriva il blocco, il giovane giocatore non sa come posizionarsi per massimizzare il vantaggio. Non sa quanto staccarsi dal blocco, in quale direzione andare, come mantenere la palla protetta dall’altra spalla del difensore.

Errori comuni e cattive abitudini

Ho visto decine di giovani cestisti fare lo stesso errore: passare la palla troppo presto. Vedono il blocco arrivare e pensano che l’unica soluzione sia passare a chi lo ha effettuato. In realtà, spesso il miglior tiro è proprio quello del giocatore che riceve il blocco, non quello di chi lo fa.

Un altro errore frequente è non sfruttare il pick and roll nelle sue varianti di lettura. I ragazzi pensano che il blocco serva solo per creare spazio al passatore, quando invece può essere usato per generare situazioni ben più complesse e vantaggiose.

Molti giovani giocatori, inoltre, non preparano il blocco con i dribbling giusti. Basketball|Il basket è uno sport dove ogni movimento ha uno scopo. Il dribbling deve essere fatto in modo da creare le condizioni ideali affinché il blocco sia efficace. Se arribi al blocco già circondato dal difensore, sarà inutile.

C’è anche la questione della comunicazione non verbale. Nel basket di alto livello, il blocco spesso avviene senza una vera comunicazione esplicita. È una questione di feeling, di timing. I giovani non hanno ancora sviluppato questa sensibilità e tendono a improvvisare o ad affidarsi solo a comunicazioni verbali.

Come affrontare il problema durante gli allenamenti

Se fossi al tuo posto, come allenatore o genitore di un giovane cestista, inizierei con esercizi isolati sul blocco. Non mescolare subito il blocco con la difesa completa. Fai che il ragazzo capisca prima come funziona il movimento in senso puro.

Poi, passerei a lavori di lettura tattica. Fai situazioni due contro due dove il blocco è obbligatorio, così il giovane è costretto a leggerlo e a reagire. Ripeti questi esercizi centinaia di volte finché la risposta non diventa istintiva.

Infine, integra il blocco negli schemi di gioco della squadra. Ogni sistema offensivo deve prevedere come usare il blocco in funzione dei giocatori a disposizione e dei difensori avversari. Questa è la fase in cui la tattica incontra la tecnica.

Un aspetto spesso trascurato è l’insegnamento del movimento di taglio backdoor, che rappresenta un’alternativa importante al blocco tradizionale e sviluppa ulteriormente la consapevolezza tattica del giocatore.

Checklist operativa finale

  • Valuta se il tuo giovane giocatore comprende realmente cos’è un blocco e quale vantaggio genera
  • Osserva la sua coordinazione con i compagni durante i blocchi e identifica i tempi errati
  • Controlla se legge il blocco rapidamente e se mantiene una visione periferica del campo
  • Esamina se prepara adeguatamente i dribbling prima del blocco
  • Verifica se sa posizionarsi correttamente per sfruttare lo spazio creato
  • Progetta sessioni di allenamento specifiche per migliorare la lettura tattica
  • Insegna le varianti del blocco (roll, pop, flare) per aumentare la versatilità offensiva
  • Monitora i progressi settimanalmente e correggi subito gli errori ricorrenti

Martina Dambrosi

Martina ha iniziato a seguire il basket all’età di sette anni grazie al padre, coach amatoriale. Ha allenato una squadra femminile giovanile per cinque stagioni in provincia, organizzando anche tornei regionali. Si appassiona a raccontare storie di atleti emergenti e crede nel valore sociale dello sport.