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Cosa succede in caso di parità nei tempi regolamentari? Le regole sull’overtime che non conosci

📅 7 Agosto 2026✍️ di Martina Dambrosi⏱️ 6 min di lettura

Ti è mai capitato di finire i 40 minuti in perfetta parità e chiederti cosa succede adesso? Se alleni, giochi o semplicemente tifi, devi sapere come funziona l’overtime: è il momento in cui piccoli dettagli diventano decisivi. Te lo dico da chi ha vissuto tante volate punto a punto in panchina: se arrivi preparato, cambi l’inerzia.

Quando scatta l’overtime e cosa resta uguale

L’overtime scatta quando, allo scadere dei tempi regolamentari, il punteggio è pari. Non esistono gol d’oro o punteggi speciali: si gioca una frazione aggiuntiva e, se serve, se ne aggiungono altre finché qualcuno non vince.

Le regole base restano le stesse: 5 falli personali e sei fuori (in molti campionati internazionali), 6 nella massima lega americana; 24 secondi di attacco con reset a 14 sul rimbalzo offensivo; sostituzioni libere come nel resto della partita. Cambia il cronometro della gara (si aggiungono 5 minuti) e si azzerano i falli di squadra per il nuovo periodo.

Quante frazioni e quanto durano

Ogni overtime dura 5 minuti. Se alla fine sei ancora in parità, ne giochi un altro, e così via. Tra la fine dei regolamentari e il primo overtime hai una pausa breve (di solito 2 minuti); lo stesso tra un overtime e il successivo.

Tradotto: ti giochi una “mini-partita” in cui ogni possesso pesa. Devi gestire energia, falli e timeout con ancora più lucidità.

Chi ha il primo possesso: differenze tra regolamenti

Qui entrano in gioco i dettagli di regolamento. In NBA, l’overtime inizia con palla a due al centro. In molte competizioni che seguono FIBA, invece, l’overtime parte con rimessa in base alla freccia di possesso alternato (non palla a due), assegnata alla squadra indicata dalla freccia al termine del quarto periodo.

Per te questo significa una cosa semplice: prima della sirena, sappi già chi avrà la prima palla del supplementare. Può cambiare la tua gestione degli ultimi secondi del quarto periodo.

Falli, bonus e tiri liberi

Qui si decide spesso l’overtime. Tieni a mente queste regole pratiche.

  • Falli personali: non si azzerano. Se sei a 4, in overtime vivi sul filo. In molte leghe FIBA esci al 5°, in NBA al 6°.
  • Falli di squadra: si azzerano all’inizio dell’overtime. In FIBA vai in bonus al 5° fallo di squadra del periodo; in NBA il bonus scatta al 4° nell’overtime.
  • Falli antisportivi e tecnici: valgono e pesano come nel resto della partita. Un antisportivo può ribaltare inerzia e punteggio in 10 secondi.
  • Situazioni di tiro: su fallo in atto di tiro restano le stesse sanzioni (2 o 3 liberi, o 1+1 in regole locali rare), nessuna eccezione “da overtime”.

Decisione chiave per te: se l’avversario entra presto in bonus, attacca ferro e post basso per guadagnare liberi. Se invece sei tu vicino al bonus, difendi con i piedi e togli le mani: fallo inutile in supplementare vale oro… per loro.

Timeout, rimesse e gestione del cronometro

I timeout sono la tua cintura di sicurezza per riprendere fiato, disegnare la rimessa o rompere il ritmo avversario.

  • FIBA: 1 timeout per ogni overtime, non cumulabile da periodi precedenti.
  • NBA: 2 timeout per overtime. Il numero può variare con aggiornamenti regolamentari, ma la logica è: nel supplementare hai timeout dedicati.
  • Avanzamento palla: in NBA puoi avanzare la rimessa in prima metà campo dopo timeout negli ultimi secondi; in FIBA di norma no. Questo incide su che schema chiamare.
  • Gestione degli ultimi 40-50 secondi: pensa come a un “two-for-one” ridotto. Se puoi tirare un po’ prima, potresti garantirti l’ultimo possesso.

Mentalità da consulente: non sprecare timeout per rabbia o nervosismo. Usali per correggere un mismatch, uscire da una zona imprevista o preparare la rimessa della partita.

Criteri di scelta: come gestire i 5 minuti decisivi

Se vuoi portarla a casa, ragiona così, possesso per possesso.

  • Quintetto: vai con il tuo “closing five”. Difesa sul perimetro, un ball-handler affidabile, un lungo che regge i cambi. Se sei corto di fiato, ruota un solo giocatore per volta.
  • Targeting falli: attacca chi è a rischio sesto/quinto fallo. Due penetrazioni chirurgiche e li costringi a togliere il loro miglior difensore.
  • Rimbalzo: in overtime non puoi concedere extra-possessi. Blocca a due sul tiratore, manda un esterno a rimbalzo d’attacco solo con copertura preventiva.
  • Scelte di tiro: primo buon tiro sì, primo tiro affrettato no. Cerca tiri piedi per terra dagli angoli o un handoff per il tuo realizzatore con mano dominante.
  • Ritmo: se siete stanchi, abbassa i possessi e gioca set play. Se loro hanno panchina corta, corri sulle palle vaganti e pressa dopo canestro.
  • Special situations: prepara due rimesse dal fondo e una laterale “sicura”. Una per liberare il tuo tiratore, una per il lob al ferro.

Ti aiuta avere un linguaggio comune con la squadra: una parola chiave per indicare “due possessi lenti”, un segnale per “cambio sul blocco” e una chiamata chiara per l’ultimo tiro.

Errori comuni che ti costano la partita

  • Subire un canestro e rispondere con un tiro forzato in 6 secondi: regali inerzia e ritmo all’avversario.
  • Dimenticare la freccia di possesso: perdi la chance di pianificare l’azione d’apertura.
  • Entrare in bonus al 2° minuto: significa liberi su ogni contatto. Difendi con il corpo, non con le mani.
  • Non proteggere il rimbalzo lungo su triple sbagliate: è la seconda chance che girerà il supplementare.
  • Sprecare il timeout per protestare: toglie concentrazione e lascia un’arma in meno negli ultimi 20 secondi.

Se fossi al posto tuo, farei così

Prima di tutto, saprei chi ha il primo possesso. Poi fisserei una regola: primo attacco per il mio giocatore più affidabile, al ferro o sul pick and roll centrale. In difesa, cambierei sui blocchi per due azioni per togliere ritmo al loro portatore. Con due falli di squadra, frenerei l’aggressività sugli esterni e proteggerei l’area. Se entro negli ultimi 40 secondi in vantaggio, tiro solo se è un tiro di altissima qualità; altrimenti lavoro per due viaggi in lunetta. Ultimo possesso? Niente eroi solitari: blocco portato bene, due opzioni disegnate, e rimbalzo d’attacco pronto.

Checklist operativa finale

  • Prima della sirena: verifica chi avrà il primo possesso (palla a due o freccia).
  • Lavagna pronta: una rimessa dal fondo e una laterale “sicure”.
  • Gestione falli: chi è a rischio? Chi attaccare per cercare il quinto/sesto?
  • Timeout: quanti ne hai? Quando li userai (metà overtime, ultima rimessa)?
  • Rimbalzo: assegna responsabilità chiare su ogni tiro, soprattutto sulle triple.
  • Ritmo: decidi se correre o abbassare i possessi in base alla tua benzina e alla loro panchina.
  • Ultimi 50 secondi: valuta il “two-for-one” e prepara la gestione del vantaggio.
  • Comunicazione: una parola chiave per il cambio difensivo e una per il set decisivo.

L’overtime non è una lotteria. È una gara di esecuzione, lucidità e dettagli. Se arrivi preparato su regole, gestione dei falli e uso dei timeout, ti metti nelle condizioni migliori per scegliere — e vincere.

Martina Dambrosi

Martina ha iniziato a seguire il basket all’età di sette anni grazie al padre, coach amatoriale. Ha allenato una squadra femminile giovanile per cinque stagioni in provincia, organizzando anche tornei regionali. Si appassiona a raccontare storie di atleti emergenti e crede nel valore sociale dello sport.