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Preparazione atletica: cosa fanno le squadre nel primo weekend d’agosto

📅 2 Agosto 2026✍️ di Alessandro Brunetti⏱️ 4 min di lettura

Il primo weekend di agosto è il momento in cui le squadre di basket tornano a respirare l’aria del campo dopo le vacanze estive. Non è ancora il campionato ufficiale, ma la ricreazione è finita. Le società organizzano raduni di preparazione, sedute di allenamento intenso e, spesso, le prime amichevoli. È il weekend che segna il confine tra il riposo e l’impegno serio.

La tradizione del raduno agostano

Negli anni Ottanta e Novanta, gli allenatori di pallacanestro italiana avevano una regola non scritta: agosto era il mese della sofferenza controllata. Le squadre si riunivano in ritiri isolati, lontano dalle città, per almeno una settimana. Il vecchio detto del mestiere suonava così: “Chi riposa ad agosto soffre a dicembre”. I giocatori tornavano dalla pausa estiva e subito venivano sottoposti a cicli di lavoro aerobico estenuante: lunghe corse sul campo, esercitazioni tattiche ripetute fino alla noia, sessioni di pesi in palestra con il caldo afoso.

C’era una logica pratica in questo: mettere i giocatori in difficoltà metabolica per farli adattare rapidamente. Si pensava che il dolore muscolare fosse un segno di lavoro efficace. I recuperi? Minimi. La mentalità era quella di “pulire” i corpi dalle vacanze con lo stress fisico.

Cosa cambia nella scienza moderna

La ricerca nel campo della Fisiologia dell’esercizio ha smontato questa logica negli ultimi vent’anni. La sofferenza indiscriminata non produce risultati migliori; produce piuttosto infortuni e overtraining. I carichi di lavoro di agosto, oggi, seguono principi diversi.

Le squadre professioniste ora misurano tutto con sensori e biometria. Frequenza cardiaca, variabilità cardiaca, livelli di lattato: ogni dato racconta come il corpo sta reagendo. Gli allenatori sanno che la fase iniziale di agosto serve a riattivare i sistemi neuromuscolari e a restaurare la capacità aerobica, non a sfiancare.

La tradizione aveva ragione sul “quando”: agosto è il momento giusto. Aveva torto sul “come”: la sofferenza senza metodo non è virtù, è errore gestionale.

I carichi di lavoro della prima settimana

Nel primo weekend di agosto, le squadre iniziano con sedute tecniche. Non si va subito al massimale. Gli esercizi privilegiano i gesti di palla: passaggi, tiri da varie distanze, dribbling under pressure. La durata è contenuta: 90-120 minuti, non le maratone di una volta.

L’errore comune? Sommergere i giocatori di tattica difensiva dal primo giorno. La mente è ancora staccata. Meglio partire con concetti semplici: posizionamento, rotazioni di base, transizioni rapide. La difesa complessa arriva dopo.

Il lavoro atletico si costruisce in progressive: il lunedì si torna in palestra con sedute a bassa intensità per risvegliare il sistema nervoso centrale. Mercoledì-giovedì inizia il lavoro ad alta intensità, ma ancora controllato. Le prime amichevoli, se ci sono, vengono disputate verso il fine settimana con regimi di riposo adeguato tra una partita e l’altra.

Prevenzione infortuni: il vero focus di agosto

Le società serie dedicano risorse enormi all’assessment iniziale. Prima che la stagione cominci, ogni giocatore passa test muscolari, valutazione della mobilità articolare, controllo dei precedenti infortuni. È il momento in cui lo staff medico e il preparatore atletico costruiscono il programma personalizzato per i mesi successivi.

Agosto è il mese in cui si prevengono i problemi di dicembre e gennaio. Chi salta questi controlli paga il prezzo dopo.

Le amichevoli come strumento di lavoro

Il primo weekend spesso regala il primo test match. Non è una partita “vera”: le rotazioni sono abbondanti, il minutaggio gestito, l’avversario scelto per fornire stimoli utili, non per vincere a tutti i costi.

La squadra che vince un’amichevole di agosto non ha risolto niente. Quella che la perde ma raccoglie informazioni sul proprio stato di forma ha investito bene il tempo.

Cosa non fare nel primo weekend di agosto

Non improvvisare. Non saltare i test fisici iniziali. Non sottovalutare i recuperi tra le sedute. Non cercare il massimale negli esercizi compound. Non giocare partite ufficiali ancora. Non ignorare i dolori acuti: sono campanelli d’allarme, non segni di durezza mentale.

Il primo weekend di agosto è il fondamento su cui riposa una stagione intera. Le squadre che lo gestiscono con intelligenza, mescolando la tradizione della serietà con i dati della scienza, arrivano ai playoff con le batterie ancora cariche. Le altre no.

Alessandro Brunetti

Dopo aver trascorso l’infanzia seguendo il basket con i fratelli maggiori, Alessandro ha collezionato viaggi in tutta Italia per assistere ai playoff di leghe minori. Oggi ama approfondire le dinamiche tattiche e intervistare allenatori sulle novità del gioco.