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Blocco cieco nel basket: come riconoscerlo e difenderlo prima che parta il taglio

📅 12 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Nel basket il blocco cieco, o back screen, sorprende perché il bloccante arriva in un punto che il difensore non sta osservando direttamente. Se la comunicazione avviene quando l’attaccante è già partito verso il canestro, la difesa rischia un taglio libero. Per fermarlo conta riconoscere il movimento del bloccante prima del contatto, avvisare il compagno e scegliere un percorso di recupero coerente con gli aiuti.

Il segnale anticipatore è spesso lontano dalla palla

Guarda un’azione con un esterno che passa il pallone e si prepara a tagliare verso il ferro. Un compagno può avvicinarsi da dietro al suo difensore per fermarne l’inseguimento. L’occhio del difensore del tagliante tende a seguire palla e avversario, ma proprio il giocatore che sale dalla linea di fondo o dalla zona interna può annunciare il blocco. È necessario mantenere la capacità di vedere, per quanto possibile, sia uomo sia palla e ascoltare gli avvisi.

Il compagno che marca il bloccante vede spesso meglio l’avvicinamento e deve chiamare il blocco in anticipo, con indicazioni chiare. Un generico «attento» detto troppo tardi non permette di scegliere nulla. La difesa dovrebbe usare parole condivise per indicare la direzione e il principio concordato.

Passare, cambiare o proteggere il ferro?

Non esiste una difesa unica valida per ogni blocco cieco. In alcune situazioni il difensore del tagliante può cambiare traiettoria e restare col proprio uomo, se c’è spazio e il blocco non lo ha già fermato. In altre la squadra può decidere un cambio temporaneo tra i difensori, soprattutto quando le caratteristiche fisiche non creano un vantaggio immediato per l’attacco.

Se il taglio punta direttamente al canestro, il difensore più vicino al ferro deve sapere se fornire protezione e per quanto tempo. Il cambio mal comunicato produce due giocatori sul bloccante e nessuno sul tagliante; l’inseguimento ostinato, invece, può creare un contatto evitabile e una ricezione comoda sotto il tabellone. La scelta si prepara prima dell’azione, ma va confermata dalla lettura reale.

Come distinguere il blocco da un movimento lecito

Un blocco non autorizza il bloccante a muoversi addosso al difensore per impedirgli la corsa. Nel gioco reale posizione, distanza, tempo e movimento sono importanti per valutare la legalità secondo le regole. Per l’allenamento, però, la difesa non deve aspettare una possibile infrazione per reagire: serve padroneggiare spazi e comunicazioni anche contro blocchi eseguiti correttamente.

Invece di spingere con le mani, il difensore deve cercare un tragitto controllato, evitare il contatto non necessario e mantenere equilibrio. Le braccia possono proteggere lo spazio personale e aiutare nella postura, non diventare uno strumento per spostare l’avversario.

Un esercizio che parte prima del blocco

  1. Allestisci un 3 contro 3 con un passatore, un potenziale tagliante e un bloccante.
  2. Il bloccante può scegliere se salire per il back screen oppure aprirsi per ricevere.
  3. I difensori devono comunicare la scelta osservata prima che inizi il taglio.
  4. Al termine dell’azione, fermati sul momento in cui era possibile identificare il blocco.
  5. Ripeti alternando lato del campo e posizione del passatore.

Valuta separatamente la chiamata del blocco, la reazione del difensore diretto e la protezione dell’area. Un tiro segnato non prova sempre un errore difensivo, come una conclusione sbagliata non cancella un taglio completamente libero. La difesa del blocco cieco comincia quando si muove il bloccante, non quando il tagliante è già dietro la schiena.

Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

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