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Difendere il pick and roll passando sotto il blocco: come recuperare sul portatore

📅 26 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Difendere il pick and roll passando sotto il blocco: come recuperare sul portatore

Passare sotto il blocco significa aggirare il bloccante dal lato del canestro e riemergere davanti al portatore prima che possa sfruttare lo spazio ottenuto. Il recupero funziona se il difensore accorcia il percorso senza perdere di vista la palla, mentre il compagno che marca il bloccante contiene temporaneamente la penetrazione. Non basta correre dietro all’attaccante: bisogna tornare sulla sua linea di avanzamento, con una distanza che permetta di contestare il tiro senza farsi battere dal primo palleggio.

Quando il passaggio sotto lascia una possibilità di recupero

La scelta è più favorevole se il portatore non è una minaccia immediata al tiro da fuori, il blocco è lontano dal canestro o l’azione lo costringe a rallentare per usarlo. Diventa più rischiosa contro chi si ferma rapidamente per tirare dopo il blocco: in quel caso, anche un percorso pulito può concedere un tiro comodo. La posizione del blocco conta quanto le caratteristiche del giocatore. Più spazio c’è tra blocco e canestro, più tempo ha il difensore per riavvicinarsi; vicino all’arco, il margine si riduce.

Il difensore deve riconoscere presto da quale lato arriverà il blocco. Se aspetta il contatto per decidere, spesso è costretto a compiere un giro largo. Una chiamata del compagno sul lato del blocco aiuta a preparare il primo passo, ma non sostituisce la lettura: il portatore può rifiutare il blocco e attaccare nella direzione opposta. Prima di scendere sotto, il difensore mantiene quindi una posizione dalla quale può reagire anche a quel cambio di direzione.

Il percorso sotto il blocco: corto, ma senza restare incastrati

Quando il portatore usa il blocco, il difensore abbassa il baricentro e passa dietro al bloccante, cercando la traiettoria più corta disponibile. Deve evitare sia il contatto che lo rallenta sia l’errore opposto: scendere troppo verso il canestro e regalare all’attaccante spazio per arrestarsi e tirare. L’obiettivo è riemergere sul lato verso cui viaggia la palla, non limitarsi a superare fisicamente il bloccante.

Gli occhi restano sul portatore mentre i piedi aggirano il blocco. Guardare soltanto il bloccante fa perdere il momento in cui l’attaccante rallenta, cambia mano o prepara il tiro. Una volta oltrepassato il blocco, il difensore orienta il corpo verso la palla e accelera con passi di recupero. Avvicinandosi, torna a passi più controllati: arrivare lanciato può chiudere la distanza sul tiro, ma lascia una penetrazione facile se il portatore attacca il piede avanzato.

Come chiudere la distanza sul portatore

La prima domanda dopo il passaggio sotto è dove si trova il portatore, non dove si trovava all’inizio del blocco. Se ha proseguito il palleggio, il difensore recupera verso la sua linea di corsa per tornare tra palla e canestro. Se invece si è fermato per tirare, deve arrivare in tempo a disturbare il rilascio, con la mano alta e il corpo in equilibrio. In entrambi i casi, l’ultimo tratto non è uno sprint cieco: serve a togliere spazio senza concedere un vantaggio immediato sul palleggio successivo.

Il compagno che difende il bloccante rende possibile questo recupero occupando per un momento lo spazio davanti al portatore. Non deve necessariamente prendere in carico stabilmente la palla: la sua presenza può bastare a rallentare l’attacco e a dare al difensore il tempo di rientrare. Per questo i due devono comunicare quando il difensore originario è tornato in posizione. Se entrambi rimangono sulla palla, il bloccante può liberarsi verso il canestro o aprirsi senza marcatura.

Gli errori da riconoscere e correggere

Un segnale frequente di errore è il portatore che tira indisturbato subito dopo aver usato il blocco. La causa può essere una scelta inadatta a quel tiratore, ma anche un passaggio troppo profondo sotto il bloccante o un recupero iniziato tardi. Se invece il difensore arriva vicino e viene battuto al primo palleggio, il problema è spesso l’ultimo passo: troppo lungo, troppo veloce o con il peso spostato in avanti.

In allenamento è utile osservare separatamente questi momenti: partenza prima del contatto, punto in cui il difensore riemerge e qualità della frenata davanti al portatore. Una ripetizione riuscita non è solo quella in cui non parte il tiro. Il difensore deve anche ritrovare un assetto che gli permetta di contenere l’azione successiva, mentre il compagno torna sul bloccante. Se, nonostante un’esecuzione corretta, il portatore ottiene con continuità un tiro aperto, va rivista la scelta di passare sotto invece di chiedere al difensore un recupero impossibile.

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