Home › Approfondimenti › Che differenza c’è tra blocco verticale e blocco orizzontale
Approfondimenti

Che differenza c’è tra blocco verticale e blocco orizzontale

📅 2 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

La differenza tra blocco verticale e blocco orizzontale nel basket riguarda la direzione in cui si sviluppa l’azione di blocco sul campo, non due regole diverse. In genere si parla di blocco verticale quando il movimento collegato al blocco segue l’asse canestro-canestro, e di blocco orizzontale quando attraversa il campo da un lato all’altro. Sono indicazioni tattiche utili per leggere uno schema: per capire che cosa farà il bloccante bisogna sempre osservare anche la posizione del difensore e il percorso del compagno che userà il blocco.

Come riconoscere un blocco verticale

Immagina un attaccante vicino alla linea di fondo che debba salire verso l’ala o la parte alta del campo per ricevere. Un compagno si piazza sul suo percorso, in modo da ostacolare l’inseguimento del difensore: questa è una situazione comunemente descritta come blocco verticale, o down screen quando il bloccante scende a portare il blocco per liberare chi sale. L’azione si sviluppa soprattutto in profondità, lungo il campo.

Il riferimento a «verticale» serve a riconoscere lo sviluppo dello schema, non significa che il bloccante debba disporsi con il corpo perfettamente parallelo alla linea laterale. Per essere efficace, deve scegliere un angolo che costringa il difensore a cambiare strada, mentre il compagno passa vicino al blocco. Se tra i due attaccanti resta troppo spazio, il difensore può infilarsi nel varco senza perdere terreno.

Quando il blocco è orizzontale

Nel blocco orizzontale l’azione si sviluppa prevalentemente attraverso la larghezza del campo. Un esempio è il cross screen: un giocatore vicino al pitturato blocca il difensore di un compagno che si sposta da un lato all’altro, magari per prendere posizione vicino al canestro sul lato opposto. Il difensore deve aggirare il blocco mentre l’attaccante cerca di arrivare per primo nello spazio in cui vuole ricevere.

Anche qui il nome descrive una direzione prevalente, non una traiettoria obbligatoriamente dritta. Nei giochi reali i tagli sono spesso diagonali e i blocchi vengono aggiustati in base alla reazione della difesa. Per distinguere le due situazioni mentre guardi una partita, chiediti dove vuole arrivare il giocatore liberato: sale o scende lungo il campo, oppure attraversa da un lato all’altro? È un criterio più utile che giudicare soltanto come sono orientate le spalle del bloccante.

Che cosa cambia per attacco e difesa

Un blocco verticale può aiutare un tiratore a uscire verso il perimetro dopo essere partito vicino al canestro. Un blocco orizzontale può invece favorire un cambio di lato e creare una ricezione interna. In entrambi i casi il vantaggio nasce dal tempo guadagnato sul difensore: chi usa il blocco deve leggere se il difensore lo segue, anticipa il percorso o riceve aiuto da un compagno. Per questo uno stesso blocco può produrre un tiro, una ricezione diversa da quella prevista o nessun vantaggio.

La difesa può rispondere passando dietro al blocco, aggirandolo sul lato opposto o scambiando gli avversari da marcare, secondo la situazione. Non esiste quindi una risposta difensiva valida solo perché il blocco è «verticale» o «orizzontale». Contano la posizione della palla, la distanza dal canestro, le caratteristiche dei giocatori e lo spazio lasciato agli altri attaccanti.

La distinzione tattica non cambia le regole del blocco

Il regolamento non assegna criteri di liceità diversi ai blocchi verticali e orizzontali: in entrambi i casi valgono le norme sul blocco legale e sul contatto. In particolare, il bloccante non può spostarsi per provocare il contatto e deve rispettare le condizioni di spazio e tempo necessarie perché un avversario in movimento possa evitarlo, soprattutto se il blocco arriva fuori dal suo campo visivo. Un contatto non diventa automaticamente fallo solo perché il difensore urta il bloccante: l’arbitro valuta come i giocatori hanno occupato lo spazio.

Infine, «blocco verticale» può essere usato informalmente anche per parlare di una stoppata o di una contestazione del tiro in cui il difensore salta mantenendo una posizione verticale. È un contesto diverso dai blocchi offensivi descritti qui. Se si parla di un compagno che libera un taglio o una ricezione, «verticale» e «orizzontale» indicano la geometria dello schema; se si parla di un tiro difeso vicino al ferro, il tema è la verticalità del difensore.

Redazione

Redazione del sito.