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Palla contesa durante un possesso: quali verifiche servono sul cronometro dei 24 secondi

📅 8 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Quando viene fischiata una palla trattenuta durante un possesso, il cronometro dei 24 secondi si ferma, ma non si azzera automaticamente. La verifica decisiva è a chi spetta la rimessa secondo la freccia del possesso alternato: se la palla torna alla squadra che la controllava, si riparte di norma dal tempo rimasto; se la rimessa spetta agli avversari, occorre impostare il cronometro per il loro nuovo possesso.

Prima verifica: c’è stata una palla trattenuta o un cambio di controllo?

La palla trattenuta si verifica quando avversari tengono saldamente il pallone e nessuno può ottenerne il controllo senza usare forza eccessiva. Il fischio interrompe il gioco e dà luogo a una situazione di salto a due, risolta tramite il possesso alternato. La contesa, da sola, non dimostra che la squadra in difesa abbia conquistato un nuovo possesso.

La distinzione conta soprattutto nelle azioni rapide. Toccare o deviare la palla non equivale a controllarla; allo stesso modo, afferrarla contemporaneamente all’avversario può produrre una palla trattenuta senza che prima vi sia stato un controllo esclusivo. Se invece un difensore aveva già ottenuto chiaramente il controllo e solo dopo nasce una nuova contesa, la sequenza dei possessi è diversa. Ufficiali e cronometrista devono quindi ricostruire l’azione prima di decidere quale tempo mostrare.

Seconda verifica: a chi indica la rimessa la freccia?

Stabilita la situazione di palla trattenuta, bisogna leggere la freccia del possesso alternato. Se indica la squadra che aveva il controllo prima del fischio, quella squadra riprende l’azione senza ricevere un possesso nuovo per il solo fatto che il gioco è stato fermato. Il cronometro dei 24 secondi conserva il tempo residuo presente al momento dell’interruzione.

Se la freccia indica invece gli avversari, la rimessa viene assegnata a loro: non si lascia sul display il residuo della squadra precedente. Va verificato il punto da cui sarà effettuata la rimessa, perché il tempo da impostare per il nuovo attacco dipende anche dalla zona del campo prevista dalle regole della competizione. La freccia, inoltre, cambia direzione quando termina la rimessa di possesso alternato, non semplicemente al fischio della palla trattenuta.

Terza verifica: tempo residuo, punto di rimessa e ripartenza

Prima di consegnare la palla per la rimessa, gli ufficiali devono confrontare il tempo visualizzato con quello presente al fischio e chiarire quale squadra avesse il controllo. Se la stessa squadra mantiene la rimessa, un azzeramento accidentale va corretto: la pausa di gioco non le regala altri secondi. Se la rimessa passa agli avversari, occorre invece impostare il tempo previsto per la nuova azione, controllando se la rimessa avverrà in zona d’attacco o in zona di difesa.

Il cronometro dei 24 secondi non riparte mentre il giocatore tiene la palla fuori dal campo per rimetterla. Dopo la rimessa, riparte quando la palla tocca o è legalmente toccata da un giocatore sul terreno di gioco. Questa verifica evita di consumare secondi durante la preparazione della rimessa o, al contrario, di far partire in ritardo il conteggio.

Un esempio rende chiaro il controllo: la squadra A è in attacco, il cronometro indica pochi secondi e un giocatore di A trattiene la palla insieme a un difensore. Se la freccia assegna la rimessa ad A, A conserva quei pochi secondi; non ottiene un nuovo conteggio. Se la freccia assegna la rimessa a B, il residuo di A non accompagna B: prima della ripresa si imposta il cronometro per la nuova azione in base alla posizione della rimessa.

Queste verifiche riguardano il caso specifico della palla trattenuta durante un possesso. Per distinguere anche le altre interruzioni e i casi in cui nasce un nuovo conteggio, si può consultare la guida alla regola dei 24 secondi e all’inizio di un nuovo possesso.

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