Palla che tocca il ferro e rimbalzo offensivo: come leggere i secondi rimasti

Se un tiro tocca il ferro e la squadra che ha tirato conquista il rimbalzo, nel basket regolato dalle norme FIBA il cronometro del tiro viene impostato a 14 secondi. Non si leggono quindi i secondi che restavano prima del tiro e non si assegnano automaticamente altri 24 secondi. La condizione decisiva è che, dopo il contatto con l’anello, la stessa squadra ottenga nuovamente il controllo della palla.
Quando il rimbalzo offensivo dà 14 secondi
Immagina un tiro che parte con 6 secondi sul cronometro, colpisce il ferro e torna nelle mani di un compagno del tiratore. Quando quel giocatore controlla la palla, la sua squadra ha 14 secondi per concludere la nuova azione di tiro. Il conteggio non riparte da 6: il tiro ha raggiunto l’anello e la squadra in attacco ha recuperato il pallone.
Vale anche se, al momento del tiro, sul display comparivano più di 14 secondi. Nel caso di un tiro che tocca il ferro seguito dal controllo del rimbalzo da parte della stessa squadra, il riferimento è il nuovo conteggio di 14 secondi, non il tempo mostrato prima del tentativo. Per orientarsi durante la partita, conviene osservare due eventi distinti: prima il contatto della palla con l’anello, poi chi ne ottiene il controllo.
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Un semplice tocco in elevazione, invece, non equivale necessariamente a un rimbalzo controllato: la palla può restare contesa o essere deviata verso un avversario. Per questo non basta vedere chi la sfiora per primo sotto canestro. Se più giocatori la palleggiano in aria, conta quale squadra riesce infine a stabilirne il controllo; la lettura del cronometro va collegata a quel momento.
Se il rimbalzo è difensivo, il conteggio è diverso
Se il tiro tocca il ferro ma il rimbalzo viene controllato dalla squadra che difendeva, si apre un nuovo possesso: per quella squadra il cronometro del tiro è impostato a 24 secondi. È la distinzione più importante da fare guardando il display: 14 secondi quando recupera la squadra che ha tirato, 24 quando il controllo passa agli avversari.
Può capitare che un difensore tocchi la palla senza controllarla e che sia poi un attaccante a prenderla. Quel tocco, da solo, non trasforma l’azione in un possesso difensivo: se il controllo torna alla squadra che ha effettuato il tiro dopo il contatto con il ferro, il conteggio da leggere è quello di 14 secondi. Per una panoramica più ampia su quando inizia un possesso e su come funziona il cronometro, consulta la guida alla regola dei 24 secondi nel basket.
Contatto con il ferro, tabellone e sirena: cosa verificare
Il tabellone non è il ferro. Se il tiro colpisce soltanto il tabellone e torna alla squadra in attacco, quel contatto non dà diritto ai 14 secondi: il cronometro prosegue sul tempo residuo. Se il tentativo non tocca l’anello e il tempo di tiro scade mentre la stessa squadra continua a controllare la palla, si configura una violazione dei 24 secondi. La stessa attenzione serve quando la palla sfiora la parte inferiore del tabellone o viene deviata vicino al canestro: ciò che va verificato è il contatto effettivo con l’anello.
La sirena richiede di guardare anche quando è partito il tiro. Se la palla lascia la mano del tiratore prima dello scadere e poi tocca il ferro, il solo fatto che il segnale suoni mentre è in volo non rende automaticamente irregolare l’azione. Se la squadra in attacco prende il rimbalzo, il gioco può proseguire con 14 secondi. Se invece la palla non raggiunge l’anello, l’esito dipende anche da chi ne ottiene il controllo; gli arbitri valutano la sequenza e l’eventuale violazione.
Per leggere un’azione in tempo reale, segui dunque quest’ordine: verifica che il tiro sia partito in tempo, osserva se la palla tocca il ferro e identifica la squadra che controlla il rimbalzo. È quest’ultimo passaggio a chiarire se sul cronometro devono comparire 14 secondi per l’attacco che prosegue o 24 per il nuovo possesso degli avversari.




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