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Difesa sui blocchi in sequenza: quando inseguire l’attaccante

📅 4 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Inseguire l’attaccante sui blocchi in sequenza conviene soprattutto quando è pericoloso nel tiro immediato e il difensore può restargli vicino senza perdere del tutto il contatto. L’obiettivo non è arrivare prima di lui dall’altra parte dei blocchi, ma impedirgli di ricevere con spazio e piedi pronti. Se invece il difensore è già molto indietro, continuare a inseguire può concedere un tiro comodo o un taglio verso il canestro: in quel caso serve una copertura concordata con i compagni.

Quando l’inseguimento è la scelta giusta

Immaginiamo un tiratore che parte dall’angolo e attraversa due blocchi consecutivi per uscire sul lato opposto. Se il difensore lo segue da vicino, passare dietro ai bloccanti gli regalerebbe il tempo per ricevere e tirare. Inseguire significa invece percorrere una traiettoria stretta attorno a ciascun blocco, restando il più possibile sulla scia dell’attaccante. Il corpo del bloccante diventa un ostacolo da aggirare, non un motivo per allargare la corsa di diversi passi.

La decisione dipende anche da ciò che l’attaccante sa fare dopo la ricezione. Contro chi cerca prevalentemente il tiro in uscita, restare alle sue spalle ma a distanza di contestazione può essere utile. Contro un giocatore che sfrutta bene il vantaggio per attaccare il ferro, il difensore deve evitare di lanciarsi fuori controllo verso la linea di tiro: una chiusura precipitosa può trasformare una ricezione difficile in una penetrazione facile.

Come attraversare due blocchi senza perdere il contatto

Il lavoro comincia prima del primo blocco. Il difensore deve vedere insieme attaccante e bloccanti, riconoscere la direzione del taglio e posizionarsi in modo da non essere colpito frontalmente dal blocco. Un piccolo aggiustamento dei piedi prima che l’attaccante parta è più efficace di una deviazione brusca quando il contatto è ormai vicino. La mano può aiutare a percepire la posizione dell’avversario, ma non deve trattenerlo o spingerlo.

Superato il primo bloccante, il difensore non dovrebbe correre automaticamente verso il punto in cui si aspetta la ricezione. Deve leggere il secondo blocco: l’attaccante può continuare nella stessa direzione, cambiare uscita o interrompere il taglio. Una traiettoria aderente al primo blocco conserva terreno; testa alta e passi controllati consentono di correggere la rotta sul secondo. Se il difensore guarda soltanto la palla, rischia di perdere proprio il movimento che deve marcare.

All’uscita, la priorità è arrivare in equilibrio. Essere vicini ma sbilanciati può non bastare per contestare il tiro e rende difficile reagire a una finta. Se il tiratore riceve con un piccolo vantaggio, il difensore può ancora recuperare con una chiusura controllata, mentre il compagno più vicino protegge temporaneamente lo spazio verso il canestro secondo gli accordi di squadra.

Quando smettere di inseguire e cambiare copertura

L’inseguimento non è un obbligo valido per ogni sequenza. Se un blocco crea una separazione netta, il difensore può essere troppo lontano per incidere sulla ricezione. Una chiamata tempestiva permette allora ai compagni di valutare un cambio, un aiuto momentaneo sull’uscita o un’altra soluzione prevista dal sistema difensivo. Decidere da soli e in ritardo, dopo che l’attaccante ha già ricevuto, lascia spesso due difensori sullo stesso uomo e un altro libero.

Conta anche dove porta la sequenza. Se l’attaccante si allontana dal canestro e non rappresenta una minaccia immediata al tiro, passare dietro un blocco può essere una scelta accettabile nell’ambito del piano difensivo. Se invece interrompe l’uscita e taglia verso il ferro, continuare a inseguirlo lungo la traiettoria esterna può aprire una linea di passaggio. La copertura va quindi adattata al movimento reale, non al percorso disegnato all’inizio dell’azione.

La comunicazione rende praticabile questa scelta: chi difende il bloccante segnala il blocco e la direzione, chi insegue dichiara se è ancora in posizione, e gli altri sanno se devono intervenire. In allenamento è utile ripetere la stessa sequenza con tre esiti — uscita per il tiro, cambio di direzione e taglio a canestro — per verificare non solo se il difensore supera i blocchi, ma se riconosce il momento in cui inseguire non è più la risposta migliore. Il contatto sui blocchi resta soggetto al regolamento della competizione: non va dato per scontato che ogni urto sia lecito o falloso, né che i criteri applicativi siano identici in tutti i campionati.

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