Regola dei 24 secondi nel basket: quando inizia un nuovo possesso

Nel basket, i 24 secondi di una nuova azione partono quando una squadra ottiene il controllo di una palla viva sul terreno di gioco. Se invece l’azione comincia con una rimessa, il cronometro del tiro parte quando la palla tocca, o viene toccata regolarmente da, un giocatore in campo. Non basta quindi che l’arbitro consegni la palla a chi effettua la rimessa; e non ogni tocco di un avversario equivale a un cambio di possesso. Questi sono i riferimenti delle regole FIBA, usate anche nel basket italiano.
Quando parte il cronometro dopo un cambio di possesso
Il caso più immediato è il rimbalzo difensivo: dopo un tiro sbagliato, il nuovo possesso comincia quando un difensore controlla la palla. Da quel momento la sua squadra dispone di 24 secondi per tentare un tiro. Lo stesso principio vale per una palla recuperata con un’intercettazione: se il difensore la prende e ne assume il controllo mentre il gioco prosegue, il cronometro del tiro viene impostato a 24 secondi e inizia a scorrere.
Se il cambio di possesso è seguito da una rimessa, il momento è diverso. Dopo un canestro realizzato, per esempio, la squadra che ha subito il canestro ha una nuova azione da 24 secondi, ma il conteggio non scorre mentre il giocatore tiene la palla fuori dal campo per rimetterla. Parte al primo tocco regolare della palla da parte di un giocatore sul terreno di gioco. La stessa distinzione è utile quando una squadra ottiene una rimessa perché l’avversaria ha mandato la palla fuori: nuovo possesso, ma cronometro fermo fino al tocco in campo.
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Per capire se assegnare 24 secondi nuovi bisogna distinguere il controllo della palla da una semplice deviazione. Se un difensore sfiora un passaggio e la palla torna alla squadra che stava attaccando, non si è necessariamente verificato un cambio di possesso: l’attacco prosegue con il tempo che aveva, se il gioco non viene interrotto. Se invece il difensore prende la palla e la controlla, nasce una nuova azione.
La distinzione conta anche dopo un tiro. Se la palla non entra, tocca il ferro e il rimbalzo viene conquistato dai difensori, questi hanno un nuovo possesso da 24 secondi. Se il pallone resta conteso o viene soltanto deviato, il nuovo possesso non va attribuito a una squadra finché non è chiaro chi ne ha il controllo. Per chi segue la partita, il segnale pratico è osservare chi riesce a trattenere, palleggiare o passare la palla, non soltanto chi la tocca per ultimo.
Quando il cronometro riparte da 14 invece che da 24
Non ogni ripartenza del cronometro del tiro concede 24 secondi. Nelle regole FIBA, se un tiro tocca il ferro e la squadra che aveva attaccato conquista il rimbalzo offensivo, il cronometro viene impostato a 14 secondi. La squadra mantiene l’attacco: non ha ottenuto un nuovo possesso nel senso di un cambio di squadra, ma un tempo rinnovato per concludere l’azione. Se il rimbalzo è difensivo, invece, l’altra squadra riceve 24 secondi.
Esistono ripartenze a 14 secondi anche dopo alcune interruzioni a favore della squadra che era già in attacco, in particolare con una rimessa nella propria metà campo d’attacco quando il tempo residuo era inferiore a 14 secondi. Non è però una regola da applicare indistintamente a ogni fallo o rimessa: contano la causa dell’interruzione, il punto della rimessa e il tempo che restava. Se non c’è stato un cambio di possesso, prima di pensare a 24 secondi nuovi occorre verificare se il regolamento prevede il mantenimento del tempo residuo o un reset a 14.
Come leggere i casi dubbi durante una partita
Una verifica rapida consiste nel seguire tre passaggi: individuare quale squadra controllava la palla, capire se il controllo è passato davvero all’altra squadra e osservare se il gioco riprende in campo oppure con una rimessa. Un recupero controllato durante il gioco fa partire il nuovo conteggio subito; dopo una rimessa bisogna attendere il tocco in campo. Un rimbalzo offensivo dopo un tiro che ha toccato il ferro, invece, porta a 14 secondi.
Infine, il cronometro del tiro non coincide con quello della gara: può essere fermato mentre l’azione riprenderà ancora con la stessa squadra e non deve per questo tornare automaticamente a 24. La domanda decisiva non è «chi ha toccato la palla?», ma «chi ne ha ottenuto il controllo e in quale situazione riprende il gioco?».
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