Regola dei cinque secondi nel basket FIBA: quali situazioni prevedono un conteggio

Nel basket FIBA il conteggio dei cinque secondi si applica in tre situazioni: quando un giocatore deve effettuare una rimessa, quando deve tirare un tiro libero e quando, sul terreno di gioco, tiene la palla mentre è marcato da vicino. Il punto decisivo è distinguere quando inizia il conteggio e quale azione deve essere completata prima che scada: non basta sapere che una squadra ha il possesso della palla.
Cinque secondi sulla rimessa
Il giocatore incaricato della rimessa deve rilasciare la palla entro cinque secondi da quando questa è a sua disposizione. In pratica, il riferimento non è il momento in cui un compagno si smarca né, automaticamente, il fischio dell’arbitro: conta il momento in cui il rimettitore può giocare la palla per effettuare la rimessa.
Per rispettare la regola la palla deve lasciare le mani del rimettitore entro il limite; non è necessario che un compagno la riceva entro cinque secondi. Se il giocatore trattiene la palla troppo a lungo, commette una violazione e la rimessa passa agli avversari. Il conteggio riguarda chi effettua la rimessa, anche se la difficoltà nasce dalla difesa che chiude tutte le linee di passaggio.
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Chi esegue un tiro libero deve rilasciare il pallone entro cinque secondi da quando l’arbitro glielo mette a disposizione. La routine del tiratore può comprendere palleggi o una pausa di concentrazione, ma deve rientrare in quel tempo: il conteggio non comincia soltanto quando il giocatore assume la posizione di tiro.
Se il tiratore supera il limite, il tiro libero è viziato da una violazione e un eventuale canestro non viene convalidato. La ripresa del gioco dipende anche dal fatto che siano previsti altri tiri liberi o un successivo possesso: per capire la sanzione pratica non basta quindi guardare il singolo tiro isolatamente.
Cinque secondi per il giocatore marcato da vicino
La terza situazione riguarda un giocatore che tiene una palla viva sul terreno di gioco ed è marcato da vicino da un avversario in posizione difensiva attiva, a una distanza non superiore a circa un metro. In queste condizioni deve passare, tirare o iniziare un palleggio entro cinque secondi. È la regola che impedisce di restare fermi con la palla in mano sotto pressione difensiva.
La distinzione più importante è tra tenere la palla e palleggiare: il conteggio per il giocatore marcato da vicino riguarda chi la trattiene, non chi sta già palleggiando. Inoltre non scatta solo perché un difensore è genericamente nelle vicinanze; servono le condizioni di marcatura previste dalla regola. Se il giocatore non compie una delle azioni consentite in tempo, perde il possesso per violazione e la palla viene assegnata agli avversari per una rimessa.
Come non confonderla con gli altri limiti di tempo
I cinque secondi non sono un limite generale entro cui la squadra deve concludere ogni azione. Il tempo per tirare e quello per portare la palla in attacco rispondono ad altre regole, con presupposti e conteggi diversi. Allo stesso modo, nel regolamento FIBA non va trasferita automaticamente la cosiddetta regola dei cinque secondi «spalle a canestro» nota in altri contesti: non è una quarta situazione da aggiungere a rimessa, tiro libero e giocatore marcato da vicino.
Per riconoscere la violazione durante una partita, conviene osservare prima che cosa sta facendo il giocatore. Se è fuori dal campo per una rimessa o sulla linea del tiro libero, il limite riguarda il rilascio della palla. Se è in campo con la palla in mano, occorre verificare che sia effettivamente marcato da vicino: solo allora il conteggio gli impone di passare, tirare o iniziare a palleggiare.
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