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Canestro e fallo nel basket: quando il punto vale e si aggiunge un tiro libero

📅 22 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Canestro e fallo nel basket: quando il punto vale e si aggiunge un tiro libero

Si concede un tiro libero aggiuntivo quando un giocatore subisce un fallo mentre è nell’atto di tirare e realizza comunque il canestro. Il canestro vale due o tre punti, secondo la posizione del tiratore, e il tiro libero può aggiungerne uno. Non basta, però, che un fallo e un canestro avvengano nella stessa azione: conta quando è stato commesso il fallo e su chi.

Quando il canestro vale e arriva il tiro libero aggiuntivo

La situazione tipica è il fallo del difensore sul tiratore: il giocatore va a canestro, subisce un contatto giudicato irregolare durante l’atto di tiro e la palla entra. L’arbitro convalida il canestro e assegna un tiro libero al giocatore che ha subito il fallo. Questa combinazione viene spesso chiamata and-one.

Se il tiro realizzato vale due punti, il libero può portare il totale dell’azione a tre; se il tiro realizzato vale tre punti, può portarlo a quattro. Non esiste, in questo caso, un «canestro da quattro»: sono tre punti per il tiro dal campo più un punto distinto per il libero segnato. Se il libero viene sbagliato, restano soltanto i punti del canestro convalidato.

Per riconoscere l’atto di tiro non bisogna guardare soltanto all’istante in cui la palla lascia la mano. Il giocatore può avere già iniziato il movimento di tiro quando subisce il contatto e riuscire comunque a completarlo. Anche un contatto sul tiratore dopo il rilascio può essere valutato come fallo sul tiro, per esempio durante la ricaduta. È la valutazione arbitrale della sequenza, non il semplice fatto che la palla sia entrata, a determinare la decisione.

Quando un canestro e un fallo non producono l’«and-one»

Un fallo commesso prima che il giocatore inizi l’atto di tiro non diventa automaticamente un fallo sul tiro perché, dopo il fischio, la palla finisce nel canestro. In quel caso il gioco è stato interrotto prima del tiro: si applica la sanzione prevista per il fallo, ma non si convalida un canestro realizzato con un’azione iniziata dopo l’interruzione.

Bisogna inoltre distinguere il fallo subito dal tiratore da quello commesso su un altro giocatore. Se il tiro è già partito e viene fischiato un fallo lontano dalla palla, canestro ed eventuali tiri liberi vanno valutati secondo la specifica sequenza e la penalità del fallo. La presenza di un canestro non trasforma quel fallo in un tiro libero aggiuntivo per chi ha segnato.

Lo stesso vale per un fallo commesso dall’attacco. Un giocatore che segna non ottiene un libero se è lui a commettere il fallo; se l’infrazione offensiva precede il rilascio della palla, il canestro non viene convalidato. Nei casi in cui il tiro sia già partito, l’ordine degli eventi diventa decisivo: non è corretto presumere che ogni fischio durante un’azione conclusa con un canestro abbia lo stesso effetto.

Che cosa cambia se il tiro non entra

Se il difensore commette fallo sul tiratore e il tiro viene sbagliato, non c’è alcun canestro da convalidare e quindi non c’è un libero aggiuntivo. Per un fallo su un tentativo da due punti si assegnano normalmente due tiri liberi; per un fallo su un tentativo da tre punti, tre. La differenza rispetto all’and-one è proprio questa: quando il tiro entra, i punti del canestro sono già acquisiti e resta un solo libero da eseguire.

Per leggere correttamente l’azione, conviene quindi farsi tre domande in ordine: chi ha subito il fallo, se quel giocatore era nell’atto di tirare e se il suo tiro è stato convalidato. Se tutte e tre le condizioni coincidono, il risultato è canestro valido più un tiro libero. Negli altri casi occorre distinguere la penalità del fallo dal valore dell’eventuale canestro, senza sommare automaticamente un libero ai punti segnati.

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