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Che cosa misura la percentuale ai tiri liberi

📅 30 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

La percentuale ai tiri liberi misura la quota di tiri liberi segnati rispetto a quelli tentati: si dividono i canestri realizzati dalla lunetta per i tentativi e si moltiplica il risultato per 100. Un giocatore che segna 8 liberi su 10 ha quindi una percentuale dell’80%. Il dato descrive la riuscita dei tentativi registrati, ma per interpretarlo bisogna guardare anche quanti tiri sono stati effettuati.

Come si calcola e si legge il dato

Nei tabellini, i tiri liberi segnati e tentati possono comparire come FTM (free throws made) e FTA (free throws attempted). La formula è FTM ÷ FTA × 100. Se un giocatore segna 6 liberi su 8, il calcolo è 6 ÷ 8 × 100 = 75%. La percentuale può riferirsi a una partita, a una stagione o all’intera carriera: prima di confrontare due valori, occorre verificare che riguardino lo stesso periodo.

Quando un giocatore non tenta alcun tiro libero, la percentuale non è 0%: il rapporto non è calcolabile perché il denominatore è zero. Un tabellino può mostrarla con un trattino o lasciarla vuota. Diverso è il caso di chi tenta due liberi e li sbaglia entrambi: lì il dato è 0%, perché i tentativi ci sono stati.

Lo stesso calcolo vale per una squadra. Per ottenere la percentuale collettiva si sommano tutti i liberi segnati dai suoi giocatori e si divide per la somma dei tentativi. Non si fa, invece, la media semplice delle percentuali individuali: un giocatore con 1 su 1 e uno con 5 su 10 hanno percentuali del 100% e del 50%, ma insieme la squadra ha segnato 6 liberi su 11, non il 75%.

Perché il numero di tentativi cambia l’interpretazione

La percentuale descrive ciò che è successo nei tentativi considerati, non garantisce che il giocatore realizzerà la stessa quota nei prossimi. Un 100% ottenuto con 2 liberi segnati su 2 dice meno sulla continuità del tiro di un 80% ottenuto con 80 segnati su 100. Con pochi tentativi, un solo errore o un solo canestro può spostare molto il valore; con un campione più ampio, ogni singolo tiro pesa meno.

Per questo, in un confronto tra giocatori conviene leggere percentuale e volume insieme. Chi tira molti liberi può avere una percentuale leggermente inferiore e segnare comunque più punti dalla lunetta. Se l’obiettivo è valutare una partita, il dato racconta quanto sono state sfruttate le occasioni avute quel giorno; se si vuole descrivere una tendenza, è più utile osservare un periodo più lungo, senza trattare la percentuale come una previsione certa.

Che cosa non misura la percentuale

La percentuale ai liberi non misura quanto spesso un giocatore ottiene tiri liberi. Per quello serve considerare i tentativi, eventualmente in rapporto alle partite o al tempo giocato. Non misura neppure da sola la capacità di segnare dal campo: i tiri liberi sono registrati separatamente dai tiri da due e da tre punti, che hanno proprie percentuali.

Infine, il dato non spiega perché un libero sia stato tentato: i tentativi possono derivare da situazioni di gioco e sanzioni diverse, secondo il regolamento della competizione. Per leggere correttamente una statistica non occorre ricostruire ogni episodio, ma bisogna evitare di scambiare una buona percentuale per la prova che un giocatore subisca molti falli o sia più efficace in ogni tipo di tiro. La lettura più utile resta quella completa: liberi segnati, liberi tentati e periodo a cui si riferiscono.

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