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Difendere un tiratore che esce da un doppio blocco

📅 6 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per difendere un tiratore che esce da un doppio blocco non basta inseguirlo: il suo difensore deve riconoscere il percorso prima che inizi, attraversare i blocchi senza perdere contatto visivo e ricevere un aiuto breve dai compagni. La scelta decisiva è capire se il tiratore uscirà verso la linea da tre punti, taglierà verso il canestro o userà il movimento come esca. La risposta cambia con la posizione dei blocchi e con le caratteristiche dei giocatori coinvolti.

Leggere i blocchi prima dell’uscita

Per prima cosa va chiarita la disposizione. In un doppio blocco ravvicinato due compagni si affiancano per offrire al tiratore una barriera ampia; in una sequenza di due blocchi, spesso chiamata stagger, il tiratore incontra un bloccante dopo l’altro. La distinzione conta: nel primo caso il difensore deve scegliere da quale lato aggirare il gruppo, nel secondo può recuperare posizione fra il primo e il secondo blocco, se lo spazio lo consente.

Il difensore del tiratore parte in una posizione che gli permetta di vedere sia l’uomo sia i blocchi, senza fissare soltanto la palla. Deve osservare l’orientamento del corpo del tiratore: una corsa stretta alle spalle dei bloccanti preannuncia spesso un’uscita per ricevere e tirare; un cambio brusco di direzione può invece portare a un taglio interno, il cosiddetto curl. La lettura non è una previsione infallibile, ma evita di reagire solo quando il passaggio è già partito.

Seguire il tiratore senza concedere spazio al tiro

Contro un tiratore pericoloso dalla distanza, la soluzione di base è seguirlo da vicino lungo il suo percorso, passando attorno ai blocchi senza allargare inutilmente la traiettoria. Il difensore cerca di ridurre lo spazio tra il proprio corpo e quello dei bloccanti, mantenendo però equilibrio e controllo: se corre alla cieca o spinge attraverso il blocco, rischia di perdere l’azione o commettere fallo. Dopo l’ultimo blocco, l’obiettivo è arrivare sulla ricezione in posizione per contestare il tiro e contenere un’eventuale partenza in palleggio.

Inseguire troppo aggressivamente ha un costo. Se il difensore prova ad anticipare l’uscita esterna passando davanti al tiratore, può aprire la via al taglio verso il ferro. Se invece resta impigliato dietro entrambi i blocchi, concede una ricezione comoda. Per questo conviene stabilire prima dell’azione una regola condivisa: per esempio, seguire il tiratore sui blocchi e chiamare subito il taglio interno, così che il compagno vicino al canestro sappia quando intervenire.

Il compito dei difensori dei bloccanti

La difesa funziona solo se chi marca i bloccanti partecipa. Un difensore può fare un passo nella linea di uscita per rallentare brevemente il tiratore e dare al compagno il tempo di recuperare, poi tornare sul proprio uomo. Deve farlo con una posizione difensiva controllata, senza trasformare l’aiuto in un contatto irregolare e senza abbandonare a lungo il bloccante: dopo il blocco, quest’ultimo può aprirsi per ricevere o tagliare verso il canestro.

Le comunicazioni devono essere semplici e tempestive: indicare da quale lato arriverà il blocco, avvisare se il tiratore cambia direzione e chiamare un eventuale cambio difensivo. Se i due bloccanti occupano zone diverse, non è detto che entrambi i loro difensori debbano intervenire. È più utile assegnare prima chi mostra presenza sull’uscita e chi protegge il taglio interno, evitando che due difensori corrano verso il tiratore e lascino libero lo stesso spazio.

Quando cambiare e cosa controllare dopo il cambio

Il cambio difensivo è un’alternativa se i difensori sono in grado di prendere in consegna il tiratore senza regalargli una ricezione indisturbata. Va comunicato mentre l’azione si sviluppa, non dopo che il tiratore è già libero. Il nuovo difensore deve arrivare pronto a contestare; quello che lascia il tiratore deve individuare subito il giocatore da marcare. Su due blocchi consecutivi, cambiare sul primo senza chiarire chi difende sul secondo può creare più confusione di quanta ne risolva.

La scelta dipende anche da ciò che succede dopo il tiro negato. Un cambio può lasciare un giocatore più piccolo contro un bloccante vicino al canestro o aprire un vantaggio a rimbalzo; un aiuto troppo prolungato può liberare un passaggio verso l’area. Nelle esercitazioni è quindi utile proseguire l’azione oltre la prima ricezione: far giocare al tiratore anche il taglio interno e la partenza in palleggio permette di verificare se la copertura regge, invece di giudicarla soltanto dal fatto che il primo tiro non è partito.

Quanto ai regolamenti, FIBA e NBA hanno testi e interpretazioni distinti per contatti e blocchi: non è prudente trattare come identica ogni situazione arbitrale. Il principio tecnico resta però lo stesso in entrambi i contesti: muoversi per tempo, mantenere una posizione difensiva controllata e non basare la copertura su spinte o trattenute. Per applicare la soluzione in partita, la squadra deve inoltre attenersi al regolamento della competizione in cui gioca.

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