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Challenge dell’allenatore nel basket FIBA: quali decisioni possono essere riviste

📅 22 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Nel basket FIBA l’allenatore può chiedere il challenge solo per episodi che il regolamento ammette alla revisione video: non è uno strumento per contestare qualsiasi fischio. Tra le situazioni rivedibili rientrano, con condizioni diverse, il valore o la validità di un canestro, alcuni errori dei cronometri, l’ultimo tocco su una rimessa e la classificazione di determinati falli. Inoltre, il challenge presuppone che nella partita sia disponibile il sistema di Instant Replay (IRS).

Quali decisioni su canestri e cronometri si possono rivedere

Una richiesta può riguardare un tiro segnato da due o da tre punti: le immagini servono a verificare la posizione del tiratore rispetto alla linea dei tre punti. Si può controllare anche se il pallone è stato rilasciato prima del segnale di fine periodo o della scadenza dei 24 secondi. In questi casi non si sta chiedendo agli arbitri di giudicare se il tiro fosse difficile o se la difesa abbia inciso sull’azione, ma di accertare un fatto visibile e rilevante per il punteggio.

Rientrano fra le situazioni previste anche specifiche verifiche relative al cronometro di gara e al cronometro dei 24 secondi, per esempio quando occorre stabilire quanto tempo debba restare dopo un episodio rivedibile o chiarire un malfunzionamento. La revisione non è però un modo generico per ricalcolare ogni possesso: gli arbitri devono ricondurre la richiesta a uno dei casi contemplati dalle regole dell’IRS e avere immagini utili per correggere la decisione.

Il video può inoltre essere usato per verificare episodi come un’interferenza sul canestro o un goaltending, quando la situazione rientra fra quelle rivedibili. Sono valutazioni diverse dal semplice valore di un tiro: qui conta, per esempio, dove si trova il pallone e se è consentito toccarlo in quel momento.

Rimessa laterale: quando conta l’ultimo tocco

Un caso pratico frequente è il pallone uscito dal campo dopo un contatto tra due giocatori. La revisione può servire a individuare chi lo ha toccato per ultimo e quindi a quale squadra spetti la rimessa. Per l’allenatore, la domanda utile non è «la rimessa mi sembra ingiusta?», ma «le immagini possono mostrare un ultimo tocco diverso da quello indicato?».

Le possibilità di controllo previste per gli arbitri durante la gara possono avere limiti temporali; il challenge dell’allenatore segue le disposizioni specifiche dell’IRS e consente di chiedere la revisione degli episodi ammessi anche al di fuori delle finestre normalmente previste per alcune verifiche arbitrali. Questo non rende rivedibile una situazione che non compare nell’elenco regolamentare. Va anche distinto il challenge dall’iniziativa degli arbitri: il fatto che un episodio possa essere rivisto non significa che ogni controllo video richieda una richiesta della panchina.

Quali aspetti dei falli possono essere oggetto di challenge

Sui falli il limite è particolarmente importante. Il challenge non offre una seconda valutazione generale di ogni contatto: non basta sostenere che un normale fallo personale «non c’era» per ottenere automaticamente la revisione del fischio. Il video è previsto per questioni specifiche, tra cui la corretta classificazione di un fallo quando occorre valutare se ricorrono i criteri di un antisportivo o di uno squalificante, oppure altre circostanze del fallo espressamente contemplate dalle regole dell’IRS.

Possono essere verificati anche elementi necessari ad applicare correttamente una sanzione, come l’identità del giocatore che deve tirare i liberi nei casi previsti. Episodi di violenza costituiscono un’altra categoria distinta: le immagini aiutano gli arbitri a individuare i partecipanti e a prendere le decisioni disciplinari consentite dal regolamento. In tutti questi casi la revisione riguarda il punto ammesso dalle regole, non l’intera azione alla ricerca di qualunque possibile infrazione.

Come funziona la richiesta e quali sono i suoi limiti

Il challenge è richiesto dal capo allenatore, che deve indicare agli arbitri l’episodio da rivedere secondo la procedura prevista. La richiesta va fatta nei tempi utili per quella situazione di gioco: aspettare che la partita prosegua può impedire la revisione. L’allenatore dispone di un solo challenge nell’incontro; per questo conviene identificare con precisione la decisione contestata prima di utilizzarlo.

La visione delle immagini non garantisce che la decisione cambi. Se il filmato non offre elementi sufficientemente chiari per correggerla, resta la decisione presa sul campo. Il criterio pratico è quindi doppio: verificare che l’episodio appartenga alle categorie rivedibili e chiedersi se una ripresa possa davvero chiarire il fatto decisivo. Regolamento FIBA e regolamento della competizione vanno infine letti insieme, perché la disponibilità dell’IRS e le procedure operative dipendono anche dall’organizzazione della gara.

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