Home › Approfondimenti › Come funziona il cronometro dei ventiquattro secondi nel basket FIBA
Approfondimenti

Come funziona il cronometro dei ventiquattro secondi nel basket FIBA

📅 31 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Nel basket FIBA, una squadra che controlla la palla deve tentare un tiro entro 24 secondi. Non basta iniziare il movimento di tiro: la palla deve lasciare la mano del tiratore prima del segnale del cronometro e, se non entra nel canestro, deve toccare il ferro. Il conteggio non riparte sempre da 24: dopo alcuni recuperi offensivi e interruzioni può essere impostato a 14 secondi oppure proseguire dal tempo rimasto.

Quando parte il conteggio e che cosa deve fare l’attacco

Il cronometro dei 24 secondi, detto anche shot clock, parte quando una squadra ottiene il controllo di una palla viva sul terreno di gioco. Su una rimessa, parte quando la palla tocca o viene legalmente toccata da un giocatore in campo: non mentre chi rimette la tiene ancora in mano fuori dalle linee. Il conteggio misura quindi il tempo a disposizione dell’attacco, non il tempo trascorso dall’ultima interruzione.

Per rispettare la regola, la squadra deve effettuare un tiro con due condizioni: la palla lascia la mano del tiratore prima che scada il tempo e poi entra nel canestro oppure tocca il ferro. Un tiro che colpisce soltanto il tabellone non soddisfa la seconda condizione. Se la squadra resta in possesso senza effettuare un tiro valido entro la scadenza, commette una violazione e la palla passa agli avversari per una rimessa.

Per esempio, se un giocatore tira quando sul display resta un secondo, il rilascio della palla può avvenire in tempo anche se il segnale suona mentre il tiro è in volo. Se la palla entra, il canestro è valido; se tocca il ferro, non c’è violazione dei 24 secondi e l’azione può continuare con il rimbalzo. Se manca il ferro, normalmente viene sanzionata la violazione, salvo il caso in cui gli avversari ottengano immediatamente un chiaro controllo della palla.

Quando il cronometro torna a 24 o a 14 secondi

Quando una squadra conquista il controllo della palla dopo che la possedevano gli avversari, ha generalmente a disposizione un nuovo periodo di 24 secondi. È il caso, per esempio, di un rimbalzo difensivo dopo un tiro che ha toccato il ferro: la squadra che recupera deve poter costruire il proprio attacco. Anche una rimessa assegnata nella metà campo difensiva dopo determinate interruzioni porta normalmente a un nuovo conteggio di 24 secondi.

La situazione cambia se il tiro tocca il ferro e la stessa squadra che ha tirato recupera la palla: il cronometro viene impostato a 14 secondi. Vale anche se il tiro non entra e la palla viene prima toccata da un difensore, purché sia poi l’attacco a riottenere il controllo senza che gli avversari lo abbiano conquistato. Un tiro che manca completamente il ferro, invece, non dà all’attacco un nuovo conteggio solo perché un compagno recupera la palla.

I 14 secondi possono entrare in gioco anche dopo un’interruzione con rimessa nella metà campo offensiva per la squadra che aveva già il possesso, per esempio in seguito a un fallo della difesa. In questi casi conta sia il motivo dell’interruzione sia il tempo ancora indicato: il conteggio può restare invariato se rimangono almeno 14 secondi, oppure essere portato a 14 se ne rimangono meno. Non bisogna però applicare automaticamente questa regola a ogni rimessa: quando la difesa devia la palla fuori dal campo, per esempio, il cronometro di norma prosegue dal tempo residuo.

Come leggere il display nelle azioni interrotte

Il cronometro dei 24 secondi si ferma insieme al gioco, ma una pausa non equivale necessariamente a un azzeramento. Se l’arbitro ferma l’azione e la stessa squadra mantiene il possesso, bisogna capire perché il gioco è stato interrotto, dove avverrà la rimessa e quanto tempo restava. Questo spiega perché due rimesse apparentemente simili possano riprendere con numeri diversi sul display.

Un esempio pratico: l’attacco ha ancora 8 secondi, un difensore tocca la palla e la manda fuori. Sulla rimessa la squadra in attacco conserva, di norma, quegli 8 secondi. Se invece la difesa commette un fallo e la rimessa spetta all’attacco nella propria metà campo offensiva, il cronometro viene portato a 14 secondi. Il riferimento decisivo è il regolamento FIBA sullo shot clock: non ogni fischio concede un nuovo possesso, e non ogni tiro tentato fa ripartire il conteggio.

Redazione

Redazione del sito.