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Fallo durante un tiro nel basket: quando spettano due o tre tiri liberi

📅 19 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Se un difensore commette fallo su un giocatore nell’atto di tirare e il canestro non entra, spettano due tiri liberi per un tentativo da due punti e tre per un tentativo da tre punti. La distinzione dipende dalla posizione da cui parte il tiro, non da dove il giocatore atterra dopo aver saltato. Se invece il canestro è valido, i punti vengono assegnati e il tiratore ha un solo tiro libero aggiuntivo.

Quando il fallo dà due tiri liberi

I due liberi spettano quando il difensore fa fallo sul tiratore durante un tentativo da due punti che non va a segno. È il caso, per esempio, di un contatto irregolare su un’entrata a canestro o su un tiro dalla media distanza. Il fatto che il pallone sia già uscito dalle mani del tiratore non esclude automaticamente i liberi: conta se, secondo gli arbitri, il contatto rientra ancora nell’azione di tiro.

Un tiro è da due punti se il giocatore parte con un piede sulla linea da tre o al suo interno. La linea fa parte dell’area da due: anche un tiro effettuato apparentemente «da fuori» vale due punti se il piede la tocca nel momento rilevante del tentativo. Se quel tiro viene sbagliato a causa di un fallo difensivo sull’azione di tiro, i liberi assegnati sono due.

Quando il fallo dà tre tiri liberi

I tre liberi spettano se il fallo difensivo avviene durante un tentativo da tre punti e il pallone non entra. Perché il tiro sia da tre, il giocatore deve partire da oltre l’arco, senza toccare la linea da tre con i piedi. È una situazione frequente quando un difensore arriva in ritardo sulla conclusione dalla distanza e provoca un contatto irregolare con il tiratore.

Nel tiro in sospensione non bisogna guardare dove il giocatore ricade. Chi salta da oltre l’arco resta considerato in posizione da tre anche se, dopo il tiro, atterra dentro la linea. Viceversa, saltare dalla linea o dall’area da due non trasforma il tentativo in una tripla solo perché si rilascia il pallone mentre si è in aria. La posizione di partenza è quindi la verifica decisiva per distinguere due liberi da tre.

Se il tiro entra: canestro valido e un libero aggiuntivo

Quando il giocatore subisce fallo nell’atto di tirare ma segna comunque, non riceve due o tre liberi: il canestro vale e viene assegnato un solo libero aggiuntivo. Un canestro da due può così diventare un’azione da tre punti complessivi; una tripla segnata con fallo può diventare un’azione da quattro. Il libero aggiuntivo resta uno in entrambi i casi.

Prima di contare i liberi, però, occorre distinguere un vero fallo sul tiratore da un fallo commesso prima dell’azione di tiro. Se il contatto avviene prima che il giocatore inizi il movimento di tiro, non si applica automaticamente la regola dei due o tre liberi: la ripresa del gioco dipende dal tipo di fallo e dalla situazione dei falli di squadra. Allo stesso modo, un contatto che avviene dopo la conclusione non è necessariamente un fallo nell’atto di tirare; sono gli arbitri a valutare la continuità dell’azione e il momento del contatto.

Per leggere rapidamente una decisione arbitrale, conviene dunque seguire quest’ordine: verificare che il fallo sia stato fischiato alla difesa sul giocatore nell’atto di tirare, controllare se il canestro è entrato e, soltanto se il tiro è sbagliato, osservare se la conclusione era da due o da tre punti. È quest’ultima distinzione a determinare il numero di liberi: due per il tiro da due, tre per quello da tre.

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