Infrazione del tiratore sul tiro libero: quali movimenti non sono consentiti

Nel regolamento FIBA, chi tira un tiro libero commette infrazione se calpesta la linea del tiro libero o entra nell’area dei tre secondi troppo presto, finta il tiro oppure trattiene il pallone oltre il tempo consentito. Deve inoltre tirare dalla posizione prevista e far sì che la palla entri nel canestro dall’alto o tocchi il ferro. Il punto decisivo per i movimenti dei piedi è questo: il tiratore può avanzare oltre la linea solo dopo che la palla è entrata nel canestro o ha toccato il ferro.
Posizione e linea: quando il tiratore può avanzare
Il tiratore deve prendere posizione dietro la linea del tiro libero e all’interno del semicerchio. Può scegliere la postura e il gesto di tiro che preferisce, purché rispetti i vincoli del regolamento: non è obbligato, per esempio, a tenere entrambi i piedi fermi a terra durante tutta l’azione.
Non può però toccare la linea del tiro libero né entrare nell’area dei tre secondi prima che la palla sia entrata nel canestro o abbia toccato il ferro. Perciò un salto in avanti non è di per sé vietato: diventa un’infrazione se il piede atterra sulla linea o nell’area troppo presto. Anche un piccolo passo dopo il rilascio del pallone può essere irregolare; il solo fatto che la palla abbia lasciato le mani non autorizza ancora il tiratore ad avanzare.
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Difesa sul palleggiatore: come usare passi scivolati e corsa quando cambia velocitàAl contrario, non deve aspettare che l’intera azione sia terminata: una volta che la palla ha toccato il ferro, il vincolo sulla linea e sull’ingresso nell’area cessa. Lo stesso vale se il tiro entra direttamente nel canestro. Questa distinzione aiuta a valutare i tiri con una rincorsa o un movimento in avanti molto marcato: conta il momento in cui il tiratore tocca la linea o l’area, non soltanto il modo in cui ha iniziato il gesto.
Finta, tempo a disposizione e traiettoria del tiro
Il tiratore non può fintare il tiro libero. Una normale preparazione — respirare, palleggiare o sistemare la presa — non equivale automaticamente a una finta. È diverso simulare il gesto conclusivo come se si stesse per tirare, interromperlo e poi eseguire il tiro: il regolamento vieta la finta proprio durante l’esecuzione del tiro libero.
Da quando l’arbitro mette la palla a sua disposizione, il tiratore deve rilasciarla entro cinque secondi. Non si tratta quindi di un tempo che parte dal primo palleggio preparatorio. Il ritmo personale è consentito, ma deve rientrare nel limite: una routine lunga non dà diritto a secondi aggiuntivi.
La palla deve entrare nel canestro dall’alto oppure toccare il ferro. Un tiro che colpisce solo il tabellone e poi non arriva al ferro, così come un tiro che non tocca nulla, non soddisfa questa condizione. Colpire il tabellone, invece, è lecito se la palla successivamente entra nel canestro o tocca il ferro: non è obbligatorio tirare direttamente verso il cerchio.
Che cosa succede se l’infrazione è del tiratore
Se il tiratore commette un’infrazione, l’eventuale canestro su quel tiro libero non viene convalidato. Se sono previsti altri tiri liberi nella stessa sequenza, si procede con il successivo; altrimenti la ripresa del gioco segue la rimessa prevista dal regolamento per la situazione. Non bisogna confondere questa conseguenza con le violazioni commesse dai giocatori schierati lungo l’area, che possono avere esiti diversi a seconda di chi le commette e del risultato del tiro.
Per riconoscere rapidamente l’infrazione, conviene osservare tre momenti: dove si trova il tiratore prima del tiro, che cosa fa mentre prepara ed esegue il gesto, e quando i suoi piedi raggiungono la linea o l’area rispetto al contatto della palla con il ferro o al canestro. Questa verifica evita l’errore più comune: giudicare irregolare qualsiasi movimento in avanti, oppure ritenere lecito qualsiasi passo compiuto dopo il rilascio.
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