Passi nel basket: come si riconosce l’infrazione durante una penetrazione

In una penetrazione a canestro sono passi quando il giocatore, dopo aver preso il controllo della palla, supera gli appoggi consentiti prima di tirare o passare. Il punto decisivo non è quanti passi compie dall’inizio dell’azione, ma quando termina il palleggio o riceve la palla: è da quel momento che si valutano gli appoggi.
Individua il momento in cui il giocatore controlla la palla
Finché la palla viene palleggiata regolarmente, il giocatore può avanzare. Il conteggio cambia quando la trattiene con una o entrambe le mani, oppure la porta sotto controllo in modo da non poter più continuare quel palleggio. In una ricezione in corsa, il riferimento è il momento in cui ottiene il controllo della palla, non quello in cui inizia a muoversi verso il canestro.
Guardando un’azione a velocità normale, questo istante può essere difficile da cogliere. Conviene seguire prima la palla e poi i piedi: se ci si concentra soltanto sulla sequenza degli appoggi, si rischia di contare anche quelli avvenuti mentre il giocatore stava ancora palleggiando.
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Secondo le regole FIBA, quando un giocatore in movimento termina il palleggio o riceve la palla, può compiere due passi per arrestarsi, passare o tirare. Il primo passo si verifica quando, dopo aver ottenuto il controllo, un piede o entrambi toccano il terreno. Il secondo si verifica al successivo appoggio dell’altro piede, oppure di entrambi i piedi insieme. Se un piede era già a terra nell’istante del controllo, quell’appoggio non diventa automaticamente il primo passo successivo: è il caso spesso chiamato «passo zero».
Per esempio, un giocatore termina il palleggio mentre il piede destro è già a terra, poi appoggia il sinistro, quindi il destro e salta per il tiro: la sequenza può essere regolare. Se invece, dopo aver controllato la palla, appoggia sinistro, destro e ancora sinistro prima di staccare, ha compiuto un appoggio ulteriore. Non basta quindi dire «ha fatto tre passi» senza stabilire se il primo piede fosse già a terra quando ha preso il controllo.
Il cambio di direzione non modifica il criterio. In un eurostep, per esempio, il giocatore può appoggiare un piede da un lato e l’altro dall’altro lato: ciò che conta è che i due appoggi avvengano nella sequenza consentita. Allo stesso modo, saltare dal secondo appoggio per concludere è diverso dal ricadere a terra ancora con la palla in mano: in quest’ultimo caso l’azione non è regolare.
Distingui la penetrazione in corsa dall’arresto
La regola dei due passi non autorizza qualunque movimento una volta che il giocatore si è fermato. Dopo un arresto, entrano in gioco le regole sul piede perno: prima di iniziare un nuovo palleggio, la palla deve lasciare la mano o le mani prima che il piede perno venga sollevato. Per tirare o passare, invece, il giocatore può sollevare il piede perno, purché rilasci la palla prima di tornare a terra.
Un arresto con i due piedi che arrivano insieme può sembrare, a prima vista, un appoggio in più. Va però valutato nella sequenza completa: quando entrambi i piedi toccano il terreno simultaneamente, l’appoggio conta come un passo, non come due. Conta anche ciò che avviene dopo l’arresto, in particolare se il giocatore riparte o salta e ricade ancora in possesso della palla.
Gli indizi utili per giudicare un’azione dal vivo
Per valutare una penetrazione, osserva nell’ordine la fine del palleggio o la ricezione, il piede eventualmente già a terra in quell’istante, gli appoggi successivi e infine il momento in cui la palla viene rilasciata. Questo metodo è più affidabile del conteggio fatto «a orecchio» sul ritmo della corsa, soprattutto quando l’attaccante accelera o cambia direzione.
Non tutte le azioni dall’aspetto irregolare sono passi. Se il giocatore fa ripartire il palleggio dopo averlo terminato, il problema può essere un secondo palleggio; se accompagna la palla con la mano durante il palleggio, può trattarsi di un’infrazione diversa. Per riconoscere i passi in penetrazione bisogna quindi isolare la sequenza degli appoggi dopo il controllo, senza confonderla con il modo in cui la palla è stata palleggiata.
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