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Differenza tra blocco diretto e blocco lontano dalla palla

📅 29 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

La differenza è il giocatore che riceve il blocco: nel blocco diretto è chi controlla la palla, mentre nel blocco lontano dalla palla è un compagno che non la possiede. In entrambi i casi un attaccante si posiziona per ostacolare legalmente il percorso di un difensore. Cambiano però il momento in cui si crea il vantaggio e le scelte richieste alla difesa: nel primo caso l’azione coinvolge subito il portatore di palla; nel secondo prepara un movimento o una ricezione.

Blocco diretto: il vantaggio nasce attorno alla palla

Immagina un playmaker che palleggia sul perimetro e un lungo che si avvicina per bloccare il suo difensore. Il playmaker passa vicino al compagno, costringendo il difensore a cambiare strada. A quel punto può proseguire verso il canestro, fermarsi per tirare o passare. Il bloccante, dopo il contatto o il passaggio dell’avversario, può muoversi verso il ferro oppure allontanarsi per ricevere: sono sviluppi possibili, non ciò che definisce il blocco diretto.

Per riconoscerlo, guarda chi sta usando il blocco in quel momento. Se è il giocatore con la palla, il blocco è diretto anche se avviene lontano dal canestro o se il portatore decide immediatamente di passare. L’espressione inglese on-ball screen descrive proprio questa relazione con il possesso, non una particolare posizione sul campo.

La difesa deve reagire alla minaccia immediata del palleggiatore e al movimento del bloccante. Può, per esempio, far passare il difensore sopra o sotto il blocco, oppure cambiare gli accoppiamenti. La scelta dipende dalle caratteristiche dei giocatori e dalla situazione: nessuna di queste risposte modifica la natura del blocco.

Blocco lontano dalla palla: si libera un compagno senza possesso

Ora immagina che la palla sia nelle mani del playmaker in punta, mentre un’ala attraversa il campo per ricevere sul lato opposto. Un compagno si ferma lungo il percorso del difensore dell’ala e le permette di uscire più libera verso il perimetro. Questo è un blocco lontano dalla palla, detto anche off-ball screen: il giocatore che lo sfrutta non sta palleggiando, ma si muove per ottenere una posizione vantaggiosa.

Il vantaggio può servire a ricevere per un tiro, tagliare verso il canestro o attirare l’attenzione della difesa e aprire spazio altrove. Non è necessario che il giocatore liberato riceva davvero la palla: conta la situazione al momento del blocco. Anche la distanza fisica dal pallone può trarre in inganno. Un blocco eseguito a pochi passi dal portatore resta lontano dalla palla se è destinato a un compagno senza possesso.

Per leggerlo durante una partita, individua prima il pallone e poi osserva chi cambia direzione passando vicino al bloccante. Se quel giocatore non ha la palla, stai guardando un blocco lontano dalla palla. La difesa, oltre a seguire il taglio, deve tenere conto di un possibile passaggio: il vantaggio diventa spesso evidente solo quando il compagno riceve o conquista spazio.

La distinzione non decide se il blocco è regolare

«Diretto» e «lontano dalla palla» descrivono l’azione tattica, non il giudizio arbitrale. Per valutare un eventuale fallo bisogna considerare come si posiziona e si muove il bloccante, lo spazio lasciato all’avversario e le circostanze del contatto. Un giocatore che continua a spostarsi per ostacolare il difensore, per esempio, può commettere un blocco irregolare in entrambe le situazioni.

Il regolamento applicabile è quello della competizione: i principi generali sono simili, ma formulazioni e interpretazioni possono variare tra FIBA, NBA e altri campionati. Per una valutazione precisa di un episodio occorre quindi sapere quale regolamento è in vigore e osservare l’intera sequenza, non soltanto il contatto finale. Per distinguere i due tipi di blocco, invece, basta una domanda: il compagno che lo usa ha la palla oppure no?

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