Cronometro dei 24 secondi nel basket: cosa succede se la palla è in aria alla sirena

Se un giocatore rilascia il tiro prima che scadano i 24 secondi, la sirena può suonare mentre la palla è in aria: non è automaticamente una violazione. Per stabilire cosa succede bisogna vedere se il pallone entra nel canestro, tocca il ferro oppure lo manca. Se invece il pallone è ancora nella mano del tiratore quando scade il tempo, il successivo canestro non è valido.
Il tiro parte prima della sirena: cosa succede?
Nel basket regolato dalle norme FIBA, la squadra in attacco deve effettuare un tiro entro il tempo disponibile sul cronometro dei 24 secondi. Non basta iniziare il movimento di tiro: il pallone deve lasciare la mano del giocatore prima del segnale. Se la sirena suona durante la sua traiettoria, l’esito dell’azione determina la decisione arbitrale.
- La palla entra nel canestro: il canestro è valido e il segnale dei 24 secondi viene ignorato.
- La palla tocca il ferro ma non entra: non c’è violazione dei 24 secondi. Il gioco prosegue e le squadre possono contendere il rimbalzo.
- La palla non tocca il ferro e non entra: si verifica una violazione dei 24 secondi, salvo che gli avversari ottengano subito un controllo chiaro del pallone; in quel caso il gioco può proseguire.
Il punto decisivo, quindi, non è dove si trovi la palla nell’istante in cui si sente il suono. Un tiro già rilasciato ha ancora la possibilità di concludersi validamente. L’arbitro deve valutare sia il momento del rilascio sia ciò che accade dopo: la sola sirena non rende nullo un canestro segnato con un tiro partito in tempo.
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Quando il segnale arriva prima che il tiratore abbia lasciato il pallone, la squadra in attacco non ha rispettato il limite di tempo. La violazione non si evita perché il giocatore era già in elevazione o aveva cominciato il gesto tecnico. Se il tiro parte dopo la scadenza ed entra, il canestro non viene assegnato.
Nelle azioni ravvicinate la differenza può essere difficile da cogliere a velocità normale: un tiro rilasciato un istante prima della sirena e uno rilasciato un istante dopo sembrano quasi identici. Per leggere correttamente l’episodio, conviene separare le due domande: il pallone aveva già lasciato la mano? Se sì, è entrato o ha toccato il ferro? Non è sufficiente osservare soltanto il tabellone del cronometro dopo il tiro.
Il tiro manca il ferro: perché il gioco a volte continua?
Un tiro partito in tempo che non entra e non tocca il ferro non soddisfa la condizione richiesta per evitare la violazione. Esiste però un caso pratico importante: se la difesa conquista immediatamente un controllo chiaro del pallone, il segnale viene ignorato e l’azione continua. Fermare il gioco in quella situazione toglierebbe agli avversari un possesso che hanno già ottenuto.
«Controllo chiaro» non significa un semplice tocco o una deviazione. Se il pallone resta libero, oppure un difensore lo sfiora senza impossessarsene, non si può presumere che la nuova squadra lo abbia già controllato. È per questo che, dopo un tiro che manca completamente il ferro, gli arbitri possono attendere di vedere come si sviluppa l’azione prima di fermarla.
Sirena dei 24 secondi e sirena di fine periodo non sono la stessa cosa
La sirena del cronometro dei 24 secondi riguarda il tempo concesso alla squadra per tirare; quella di fine quarto o di fine gara segna invece la conclusione del periodo. Sono due verifiche diverse, anche se i segnali possono arrivare quasi insieme. Un tiro rilasciato prima della fine del periodo può essere convalidato anche se la palla entra dopo la sirena finale, purché siano rispettate le condizioni previste per quel tiro.
Quando i due cronometri sono vicini allo zero, non bisogna applicare automaticamente la regola dei 24 secondi a quella di fine periodo, o viceversa. La domanda resta anzitutto quale segnale sia suonato e se il pallone fosse già stato rilasciato. Se si tratta dei 24 secondi, contano poi il canestro, il contatto con il ferro e, in caso di tiro che lo manca, l’eventuale controllo immediato degli avversari.
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